Stai vedendo: Tagua

La Phytelephas aequatorialis è una palma che cresce nella zona amazzonica occidentale. Gli indigeni l’hanno da sempre chiamata col nome di Tagua, ma la sua traduzione dal greco è “pianta elefante”. Si tratta infatti di una palma i cui frutti sono molto simili a delle noci di cocco, ma una volta essiccati ed induriti, si presentano bianchi e compatti come l’avorio animale. Nel corso degli anni la spasmodica ricerca di avorio dei bracconieri di elefanti ha quasi causato l’estinzione dei pachidermi africani, mentre l’avorio vegetale, seppur con proprietà dissimili, può soppiantare l’antico oro bianco senza le restrizioni dovute al divieto di commercio. La Tagua costituisce una delle più grandi risorse economiche e rinnovabili dell’Ecuador, nella cui lavorazione sono coinvolte famiglie e cooperative locali di artigiani che realizzano piccoli oggetti di bigiotteria, statuine e soprattutto bottoni, mediante l’esportazione del materiale all’estero. Nel XIX secolo, infatti, la fabbricazione di bottoni realizzati con la Tagua ecuadoriana raggiunse i suoi livelli massimi negli Stati Uniti ed in Europa, fino a quando la diffusione di materiali sintetici prese il sopravvento nella metà del secolo scorso. In Italia però è dagli anni Settanta che i bottoni in Tagua continuano ad avere impiego in importanti atelier di moda.